Concorso palazzo del cinema
2012 Locarno

 Il nuovo edificio si ripropone quale terminale dell’agglomerato che contrapposto all’antica riva dei portici ha generato Piazza Grande prolungandosi verso il castello e l’attuale grande vuoto della rotonda. Il triangolo dell’antistante piazza Rossi risolve l’intersezione tra il tracciato orografico della Cittadella con le sue fortificazioni, e via Luini asse del quartiere nuovo. Un canale d’acqua posto lungo la facciata che guarda verso il castello richiama l’antico porto fortificato.L’ipotesi prospettata di abbassamento della Motta per ritrovare l’orizzontalità tra Piazza Grande e il castello offre l’opportunità di far collimare via Rusca con il piano terreno del palazzo del cinema, con un sistema di transizione ai livelli sovrastanti dell’agglomerato, formato da rampe e gradinate allineate sul’asse del percorso pedonale.L’edificio è costituito da un parallelepipedo vetrato che avvolge un corpo ellittico, il quale racchiude le sale di proiezione e lo spazio multiuso, sovrapposti su tre livelli. Una lama verticale taglia il prisma vetrato separando il settore didattico e amministrativo organizzato su cinque livelli e rivolto verso via Conturbio. Il vuoto residuo tra l’involucro vetrato e la parete ellittica del nucleo, diviene lo spazio di transizione tra i diversi settori con il foyer. La scalinata che con l’ascensore centrale porta alla sala ovale multiuso e alla terrazza lounge, in aggetto alla parete dove viene proiettata la panoramica dei film in programma, accede ai settori didattici e amministrativi consentendo tutte le sinergie possibili tra i diversi contenuti della casa del cinema.Il progetto cerca di esprimere inequivocabilmente la rappresentanza dell’entità del Festival, con un’immagine in filigrana per la percezione pedonale, ma di immediato impatto visivo dalle arterie stradali di ingresso nella città. Lo schermo tecnologico necessario per la protezione solare dell’involucro vetrato diventa un manto maculato - il quale come attraverso una pellicola - proietta luci e ombre sulla superficie gialla del corpo ellittico, suggerendo l’immagine del pardo.