Scuola Universitaria SUPSI
1997 - 2003 Locarno

La realizzazione dell’Alta Scuola Pedagogica (ora SUPSI, Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) ha costituito un’occasione per riqualificare l’assetto urbano di Piazza San Francesco. L’edificio, posto lungo il tracciato dell’antica schiera delle Case Pioda, riconduce al primitivo tessuto urbano, cresciuto intorno ai due poli del convento e dell’ospedale (in origine esterni alla cittadella). Questa ubicazione permette di chiudere l’isolato a corte dell’ospedale e di ridefinire lo spazio della piazza. Un fronte unitario si affaccia sulla chiesa e l’antico convento. La nuova piazza costutuirebbe dunque il collegamento tra la sede storica della scuola e la nuova sede. Questo ha determinato la forma allungata e a profondità ridotta dell’edificio, con un impianto tipologico a orientamento unico: aule rivolte a sud, distribuite lungo un corridoio articolato su un nucleo di scale, ascensore e servizi. La facciata sud, completamente trasparente, risponde alla volontà di apportare la massima luminosità alle aule aprendo sul panorama della piazza e della città. Considerato l’orientamento favorevole, è stato concepito un sistema di schermature per regolare l‘apporto di luce; una struttura lamellare offre una protezione costante sull‘arco della giornata, e progressiva in corrispondenza dell‘evoluzione climatica, ombreggiando la facciata nella stagione calda e accogliendo l‘energia solare nella stagione fredda. La stratificazione delle lame perforate e patinate grigio-zinco, che rifrangono morbidamente la luce e conferiscono leggerezza all’edificio, si pone in contrappunto alla greve e compatta struttura muraria di San Francesco. La parete nord invece, rivolta sul patio dell’ospedale, è ritmata da strette feritoie che offrono uno scorcio sull’ambiente retrostante. Alla base del fronte vetrato è stata creata un’aiuola di transizione tra il piano obliquo della piazza e la struttura orizzontale del serramento della biblioteca seminterrata. Questa fascia verde, delimitata dalla sequenza di panchine, costituisce con il filare di alberi un filtro vegetale che richiama il giardino preesistente. All’interno sono state disegnate una grande scala, aperta sul fianco dei corridoi, e una scala secondaria, posta in fondo ai corridoi, in modo da mettere in relazione i diversi piani. La parete tra aule e corridoi è modulata con elementi intercambiabili in MDF colorato (entrata, guardaroba, armadi); una fascia di sopraluce-vetrina conferisce luminosità e trasparenza.